“Quest’estate abbiamo appreso dai media di aver meritato la Vostra bandiera nera, stupendoci in quanto nessuno di Legambiente ha mai chiesto né informazioni nè la visione del progetto che ha portato alla Vostra scelta né tantomeno un confronto con l’amministrazione promotrice di questo clamoroso scandalo secondo il vostro pensiero. Abbiamo poi atteso una comunicazione ufficiale motivata che non è arrivata. Probabilmente nella vostra Associazione questo passaggio di possibile confronto non è contemplato”.

Così inizia una lettera che il sindaco di Rocchetta Nervina, Marco Rondelli, ha inviato a Legambiente per conoscere i motivi che hanno indotto l’associazione ad assegnare la “bandiera nera” al piccolo centro della val Nervia.

“Il mese scorso ci è pervenuta da parte Vostra e di un comitato locale una richiesta per l’utilizzo della sala comunale per un convegno, il 10 febbraio p.v., naturalmente concesso – prosegue la missiva -. Ci è stato successivamente inviato il programma del convegno che, curiosamente, differisce in un punto dai dépliant diffusi a partire dal 27 gennaio. L’ultimo punto che nel programma recita” Conclusione lavori” si è trasformato nel dépliant in “Consegna bandiera nera e conclusione lavori”. Neanche ora comunicazioni ufficiali. Evidentemente questa formalità non è davvero nella politica della Vostra Associazione”.

E ancora. “Non discuteremmo mai le regole interne della Vs. associazione, ma presentare un programma difforme da quello effettivo non ci pare particolarmente corretto. Comunque l’unica motivazione che ci è dato sapere riguardo l’assegnazione del vessillo in questione è quanto si legge sul vostro sito: “…. a Rocchetta Nervina che ha in progetto la costruzione di un parcheggio di 1055 mq su un’area agricola del paese zona, tra l’altro, destinata a verde pubblico”. Lascia un po’ perplessi l’assegnazione di una bandiera non a un’opera realizzata bensì alle intenzioni, ma al momento non abbiamo trovato i parametri oggettivi e/o soggettivi che stanno alla base delle Vostre assegnazioni che indicano al plauso i virtuosi dell’ambiente e additano al pubblico sdegno quelli che si distinguono per “le cattive pratiche di gestione del territorio”. Visto che ne subiamo le conseguenze chiediamo di conoscerli. Se ci sono”.

E poi. “Potremo così confrontarli con quelli che sono i principi che ispirano i nostri progetti e le nostre azioni amministrative per trovare, e magari correggere, le discrepanze. Il nostro obbiettivo è la vivibilità del paese, in tutte le sue sfaccettature, perciò cerchiamo di promuovere tutte le azioni che possono contribuire sia a ridurre le difficoltà oggettive dell’abitare un paesino dell’entroterra, che a mantenere ed ampliare i sui punti di forza tra i quali sicuramente lo splendido territorio che lo circonda”.

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“Territorio per il quale le Amministrazioni Comunali che si sono succedute dal 2000 si sono spese con entusiasmo ed impegno tanto da essere tra il gruppetto di comuni che si sono battuti per creazione del Parco Regionale delle Alpi Liguri, tra i soci fondatori del Consorzio forestale per l’utilizzo consapevole e sostenibile dei nostri boschi, da aver intrapreso, unico comune, azioni sperimentali transfrontaliere per la loro difesa a livello fitosanitario oggetto di studi e convegni internazionali, da aver regolamentato la fruizione sportiva del canyon a difesa dell’ecosistema, primo comune in Italia preso poi a modello dagli altri, da aver pedonalizzato due piazze e di occuparsi costantemente, pur con le difficoltà economiche di tutti i comuni che scelgono di non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, delle strade comunali di campagna. Pensiamo che la scelta di abitare nell’entroterra derivi certamente dal desiderio di vivere in un luogo autentico, ricco di storia e di bellezza, ma non solo”.

“Un paese è fatto di luoghi ma anche e soprattutto di persone. Quello che rende speciale vivere in una piccola comunità è il contatto umano, il rapporto sereno con gli altri che ci dà un senso di appartenenza, che ci fa partecipare a progetti comuni, che ci regala grandiosi risultati di collaborazione. Difficile per noi comprendere l’affermazione di un responsabile della Vostra Associazione che “per far trionfare le buone idee ci vuole la guerra civile anche in un paesino di trecento abitanti”. Evidentemente ci ispiriamo a dei principi differenti, in quanto per noi è fondamentale il confronto ed il dialogo, in luogo di animosità o scontri poco costruttivi per tutti.
Da parte nostra rimane l’impegno ad investire sul benessere di tutta la comunità, sulla vivibilità e sulla sicurezza dell’ambiente e della persone”.

Conclude: “Magari intrattenendo il territorio in collaborazione con altri Enti, sperando che almeno una parte delle campagne abbandonate, anche vicinissime al centro abitato, e sono tante, tornino ad essere coltivate. Perché da noi, per tutta una serie di motivazioni non analizzabili in questo contesto, non mancano i terreni agricoli. Mancano gli agricoltori. Quello che ci rende orgogliosi è la constatazione che questo nostro paesino bandiera nera, riscuote l’ammirazione di chi lo visita. Quotidianamente ospiti e turisti si complimentano per la bellezza del paese ma anche per come è pulito e intrattenuto, curato con attenzione e con amore. Merito di tutti: principalmente dei cittadini ai quali va il nostro sentito ringraziamento per il senso civico e per la grande collaborazione, e forse anche dell’amministrazione comunale”.