Sono 161 i milioni di euro giocati alle slot dagli abitanti della provincia di Imperia. LEGGI QUI i dati relativi ai comuni in cui si è giocato di più nelle famigerate macchinette, presenti ormai ovunque. Di seguito, il parere dell’esperto Giancarlo Ardissone, direttore del Dipartimento integrato di Salute mentale e Dipendenze Asl1 imperiese.

Ludopatia in crescita nel Ponente: il parere dell’esperto

“Il problema del gioco d’azzardo è di una gravità enorme” è il primo commento di Giancarlo Ardissone, direttore del Dipartimento integrato di Salute mentale e Dipendenze Asl1 imperiese di fronte ai dati della provincia di Imperia.

“Questa patologia è strutturata su due aspetti: il primo, fondamentale, riguarda la numerosità delle possibilità di gioco; il secondo la fragilità delle persone”.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento esponenziale di slot e videopoker: fatto che rende ancora più difficile arginare il fenomeno e proporre dei servizi di prevenzione efficaci.

“Trovare le slot nei bar e nei tabaccai, luoghi in cui svolgiamo abitualmente e quotidianamente una serie di attività, significa trasmettere il messaggio che sia qualcosa di normale, non pericoloso” prosegue.

Leggi anche:  Morto Fabrizio Frizzi. Quando si iscrisse al Festival di Sanremo, ma decise di ritirarsi

“Non vi è una differenza di genere o di età e sono colpiti tutti i ceti sociali. Apparentemente si presentano come persone normali, anche se ci possono essere delle predisposizioni, per esempio i tratti bipolari, che rendono più difficile la valutazione dei rischi. Le persone più fragili arrivano a spendere cifre che non possono permettersi, indebitandosi e compromettendosi con usurai. Una volta che si entra nella spirale di gioco la vittoria e la perdita assumono quasi una rilevanza minima: conta la situazione di adrenalina, che aumenta continuamente il desiderio di giocare.

Io credo che il fenomeno sia destinato ad aumentare, in relazione a una serie di altre abitudini pericolose che vediamo soprattutto nei giovani, come la dipendenza da internet e l’incapacità di affrontare le responsabilità quotidiane”.