Popopopopo’: inizia l’ultima serata e Baglioni scende le scale. “Un’avventura appassionante. È andato tutto bene, anche se era partito male con il mio farfallino storto, che ha fatto scandalo più della farfallina di Belen. Che sono in due parti diverse del corpo” specifica per chi si fosse fatto strane idee.

Ultimo apre la serata

È Ultimo ad aprire la serata finale del Festival con “Il ballo delle incertezze”, la canzone con cui Niccolò Moriconi, vero nome dell’artista, si è aggiudicato ieri sera la vittoria nella categoria delle nuove proposte. Una nota di stile tutta di questo Sanremo firmato Baglioni, che ha posto una nuova attenzione alla categoria dei “giovani” (in cui finiscono quasi sempre le canzoni migliori, vero motivo della segregazione). Niente più esibizioni allo scoccare della mezzanotte, traslocate invece all’inizio. Tocco finale, affidare l’apertura della quinta serata proprio a Ultimo: grande Baglioni.

Ospiti

L’attesissima Laura Pausini scende le scale tenendosi per mano con Baglioni. La prima canzone è l’inedita “Non è detto”. Al finale, l’apparizione di Fiorello, ma solo telefonica. Lo “scaldapubblico” chiama in diretta al Festival e riceve in cambio il duetto Baglioni-Pausini sulle note di Avrai. Parte “Come se non fosse stato mai amore” e la Pausini si lancia tra il pubblico, tra abbracci, strette di mano e selfie. Corre fuori dall’Ariston e duetta con la folla accalcata in delirio contro le transenne. Fa che sparire e non rientrare, per scampare a un secondo duetto con Baglioni.

Comparsata di Antonella Clerici con il gruppo di Sanremo Young, prima edizione dell’ennesimo talent, che vedrà 12 i cantanti in gara tra i 14 e i 17 anni.

Arriva Fiorella Mannoia, introdotta dal monologo di Favino che fa richiedere a gran voce il codice necessario per votarlo e farlo vincere a questo Festival. È un brano tratto da “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès. Fiorella duetta con Baglioni “Mio fratello che guardi il mondo” di Ivano Fossati. Non fatela andare via.

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L’insolito trio composta da Max Pezzali, Nek, Renga, duetta con Baglioni su Strada facendo. Gli ospiti fanno una breve comparsata, il tempo di farsi vedere, duetto di rito e via. Il Festival deve procedere spietato, implacabile. L’annuncio dei vincitori arriva quasi all’una e mezza.

La classifica finale

Aspettative confermate, è MetaMoro a vincere il 68° Festival della Canzone Italiana. Ron sfiora quasi il podio, fanalino di coda gli Elii.

  1. Ermal Meta & Fabrizio Moro
  2. Lo Stato Sociale
  3. Annalisa
  4. Ron
  5. Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico
  6. Max Gazzè
  7. Luca Barbarossa
  8. Diodato e Roy Paci
  9. The Kolors
  10. Giovanni Caccamo
  11. Le Vibrazioni
  12. Enzo Avitabile e Peppe Servillo
  13. Renzo Rubino
  14. Noemi
  15. Red Canzian
  16. Decibel
  17. Nina Zilli
  18. Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
  19. Mario Biondi
  20. Elio e Le Storie Tese

Tutti i premi assegnati

Baglioni non voleva classifiche discriminatorie e così è stato fino all’ultimo. Ma per la finale le posizioni erano, ahinoi, necessarie. Nessun problema: per consolare i sensibili artisti, sono stati assegnati una sfilza di premi, ancora un paio e tutti tornavano a casa con una statuetta.

  • Premio della critica Mia Martini: Ron
  • Sala Stampa Lucio Dalla: Lo Stato Sociale
  • Premio Sergio Endrigo – miglior interpretazione: Ornella Vanoni
  • Premio Sergio Bardotti – miglior testo: Mirkoeilcane
  • Premio Giancarlo Bigazzi –  miglior composizione musicale: Maz Gazzè
  • Premio TimMusic – canzone più ascoltata sull’app: Ermal Meta & Fabrizio Moro